Fabio Ronchi

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Arca Tecnologie

L’azienda nasce da un’idea di Carlo Rossi, docente di Controlli automatici nel corso di laurea in Ingegneria dell’automazione, all’Università di Bologna, e Alberto Tonielli, già presidente dello stesso corso di laurea e ora, tra l’altro, responsabile di INNOVAMI. L’idea – realizzata insieme all’ingegnere informatico Andrea Tilli e a due ulteriori soci-dipendenti, Marcello Montanari e Fabio Ronchi – è quella di proporre innovazioni di processo in quattro diversi settori di attività.

Primo ambito, l’automotive, per il quale l’azienda progetta, tra le altre cose, sistemi di controllo a bordo vettura, le cosiddette “sospensioni intelligenti”. Quindi gli azionamenti elettrici, sistemi particolarmente diffusi nelle aziende che presentano notevoli problemi di stabilità e di efficienza, che Arca si propone di gestire efficacemente attraverso la progettazione di opportuni “convertitori di potenza”.

Denominatore comune delle attività di Arca, i sistemi automatizzati, come dimostrano anche gli ultimi due settori di attività, energie rinnovabili e il comparto robotica e sistemi di movimentazione industriali. Nel primo ambito Arca progetta convertitori per impianti eolici di tutte le taglie, nel secondo caso l’azienda propone sistemi di controllo all’avanguardia in grado di assicurare un livello massimo di affidabilità e precisione, particolarmente importante in campi quali ad esempio l’industria del packaging farmaceutico.

Nata come spin off universitario nel 2004, Arca Tecnologie entra nell’incubatore INNOVAMI nel 2007, per uscirne nel 2009, dopo quasi tre anni di permanenza. Arca Tecnologie vanta tra i propri clienti alcuni tra i grandi nomi della manifattura regionale e non solo. Ferrari, per l’automotive. Cloride, Elettronica Santerno, vari gruppi nazionali per l’elettronica di potenza. Sacmi e Ima, per le macchine automatiche. L’azienda occupa attualmente 16 persone altamente qualificate, e ha continuato ad assumere anche nel 2009, forte di performance di crescita nell’ordine dei 25-30 punti percentuali l’anno, con ulteriori prospettive di espansione che dipendono, al di là dei cicli economici contingenti, dalla progressiva e ineluttabile sostituzione tra meccanica ed elettronica che sta coinvolgendo tutti i principali comparti industriali.