EDITORIALE DEL DIRETTORE – Quanto incidono le soft skill nel successo di una startup?

Esperti di intelligenza artificiale, gente che mangia pane ed algoritmi, attenti progettisti elettronici, sviluppatori indomiti, che possono stare decine di ore a scrivere codice davanti al computer, solo grazie ad alcune flebo di caffè.

Chi mai metterebbe in discussione le loro capacità tecniche?
Nessuno!
Io per primo rimango a bocca aperta davanti alle loro creazioni.

Abbiamo lavorato con una startup che da un campione di sangue stampa un lembo di pelle, un’altra che con una poderosa tecnologia IoT riesce a fare una radiografia precisa dei prodotti presenti sugli scaffali del supermercato raccogliendo dati di supporto a strategie e promozioni. Un’altra ancora realizza innesti ossei a partire dal bamboo. La componente tecnologica, le competenze cosiddette “hard” sono fondamentali. Non sono, ahimè, sufficienti.

Un giorno ho fatto incontrare una giovane coppia di startupper con un importante manager di una multinazionale orientale. Normale amministrazione, pensavo. Invece, il giorno dell’incontro, anzi, durante l’incontro, ho ricevuto una telefonata da questo manager, che tra l’imbarazzato e l’irritato mi chiedeva di liberarlo da quei due ospiti un po’ troppo insistenti (n.b: mi stava telefonando dal bagno!).

A parte le storie più o meno divertenti, dobbiamo renderci conto di una cosa: servono anche le soft skill.

Saper comunicare efficacemente, saper condurre una riunione commerciale, saper presentare un servizio in pubblico senza timore, gestire un collaboratore difficile, ma, ancora prima, assumerlo, sono alcune delle competenze fondamentali per il successo di una startup.

Innovami ha sempre prestato la massima attenzione a questi aspetti, lavoriamo con le startup proprio in quest’ottica. Siamo i loro coach della comunicazione ed i loro ambasciatori nelle relazioni. Partecipiamo con loro ai primi incontri, facciamo loro un briefing, li lasciamo anche sbagliare, a volte, e poi diamo loro dei feedback. Curiamo con loro la gestione delle riunioni e le azioni successive.

Io credo fortemente in questo aspetto dell’attività di supporto che svolgiamo, sicuramente il software deve essere scritto bene, il business plan deve essere coerente, ma, se non sappiamo creare un network, negoziare con un cliente, aprire una relazione con un partner, il nostro sogno nel cassetto, il nostro progetto innovativo, non sarà mai conosciuto né apprezzato.

Attenzione, ci sono team molto ben strutturati anche sotto questo aspetto, il punto è che sono rari e non è affatto la norma. Per cui, quando riflettete sulla vostra squadra e sulle vostre competenze, ricordatevi che anche quelle di cui vi ho appena parlato devono essere presenti, ed ad altissimo livello.

Innovami è a vostra disposizione, se condividete questo approccio, raccontateci il vostro progetto con una mail a info@innovami.it

 

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