Orizzonti per nuove Idee
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Equity crowdfunding in Italia: la situazione

L’equity crowdfunding viene considerato da molti come una delle principali rivoluzioni nell’ambito dello sviluppo e del finanziamento delle start-up. Non è un caso che il MIT Technology Review del 2012 citasse proprio il crowdfunding tra le 10 tecnologie più interessanti e proprio l’equity crowdfunding, veniva descritto come il fenomeno con maggiori potenzialità di crescita nel prossimo futuro.

Tuttavia, gli ostacoli che sono stati affrontati o che lo saranno in futuro sono molti, e sono principalmente legati al fatto che la regolamentazione di tale fenomeno è molto complessa e trovare un giusto equilibrio tra la tutela dell’investitore e gli oneri dei gestori delle piattaforme online, in operazioni con elevato rischio finanziario è molto difficile.

Nei giorni scorsi, la Consob ha pubblicato il regolamento italiano sull’equity crowdfunding. Tutto questo ha fatto si che l’Italia, si ritrovasse, nel giro di pochissimo tempo, ad avere un ruolo da pioniere nell’innovazione della finanza dal basso. Infatti, negli USA, la legge sul crowdfunding firmata da Obama nell’aprile dello scorso anno, è ancora ferma ai box in quanto la SEC non è ancora riuscita a risolvere i problemi burocratici e legislativi per renderla operativa.

Per questi motivi, il regolamento è stato rivisto pur mantenendo come principale obiettivo quello di tutelare i risparmiatori, ma cercando anche di abbassare il più possibile gli oneri per gli operatori. Una correzione rispetto alla prima bozza, pubblicata questa primavera, ha riguardato gli investimenti di piccole somme di denaro; investimenti inferiori ai 500 Euro e 1000 Euro l'anno, mentre 10.000 Euro l'anno per le persone giuridiche risultano esenti dalla direttiva MiFID.

Inoltre, dal punto di vista delle startup innovative, queste, potranno accedere al crowdfunding senza l'obbligo di avere un investitore professionale al momento dell’emissione, ma sarà obbligatorio averlo per poter concludere la campagna. La limitazione alle sole start-up innovative potrebbe essere un ulteriore fattore che potrebbe diminuire la diffusione del fenomeno del crowdfunding. Tuttavia è gia' stato effettuato un allargamento dei parametri di iscrizione al registro delle startup innovative. Con i nuovi requisiti, varati dal Ministro Zanonato, qualunque startup nel campo ICT e Internet può iscriversi al Registro delle Startup.

Un altro problema riscontrato in fase di bozza, e per il quale sono state apportate modifiche sostanziali, riguarda la mancanza di liquidità delle azioni acquistate. L’equity crowdfunding si rivolge solamente alle start-up innovative, i cui soci, precedentemente avevano un vincolo di un holding period di non meno di 24 mesi. Con le nuove modifiche, questo vincolo è stato rimosso.

Le finalità generali delle misure introdotte dal decreto a favore delle start-up innovative riguardano la crescita sostenibile, lo sviluppo tecnologico e l’occupazione giovanile. Tutto ciò, è difficilmente ottenibile senza la creazione di un ambiente affidabile in grado di apportare fiducia e benefici sia agli investitori che alle start-up innovative, in modo da facilitare l’accesso al capitale di rischio.

La disciplina delle offerte attraverso le piattaforme di crowdfunding prevede la vendita di strumenti finanziari, anche di piccoli importi, emessi da start-up innovative attraverso portali iscritti al registro Consob, per un corrispettivo che può arrivare fino a 5 milioni di euro.

Come è facile immaginare, i problemi legati all'equity crowdfunding sono molti, anche perché gli stakeholder sono diversi e con interessi spesso contrastanti. Per questo motivo, la Consob ha posto tra gli obiettivi principali quello di disciplinare il comportamento dei portali in modo da tutelare anche gli investitori non professionali, mettendoli nelle condizioni di operare scelte consapevoli offrendo la possibilità di consultare la documentazione relativa ai progetti proposti, sfruttando la chiarezza e la trasparenza offerta.