La fiera internazionale dell’ospitalità RHEX di Rimini, conclusasi la scorsa settimana, ha visto il debutto del FIT-POCKET, il primo prodotto di HIDA, neo impresa imolese specializzata in prodotti e servizi fitness 2.0.
A capo del progetto vi sono due giovani imprenditori imolesi: Stefano Berardo della Robotic Fitness Machines e Giuseppe Casisi di Regolcom, entrambi dell'incubatore Innovami. Dall’unione delle rispettive competenze, meccanica il primo e informatica il secondo, è nata HIDA, acronimo di Human Interface for Dynamic Architecture. “Lo scopo di HIDA ” – illustra Stefano Berardo – “ è quello di creare complementi d’arredo polifunzionali, cioè mobili di design convertibili all’occorrenza in attrezzature professionali per l’attività fisica. Il primo oggetto che abbiamo realizzato e prodotto già in 100 esemplari è il FIT-POCKET che, dopo un primo periodo di test di mercato, abbiamo presentato in anteprima assoluta al salone RHEX di Rimini “.
Il Fit-Pocket è uno strumento fitness, brevettato a livello internazionale, facilmente fruibile da chiunque. Racchiude in pochissimo spazio una panca piana richiudibile e un kit di accessori specifici per diverse tipologie di allenamento. La grande innovazione di questo prodotto consiste nella capacità di integrarsi all’interno dei più svariati complementi d’arredo (pouf, tavolini, cassettiere, porta valigie, etc.), convertibili all’istante per svolgere comodamente attività fisica di qualità professionale.
“Al salone RHEX di Rimini sono transitati oltre 53.000 addetti ai lavori del settore ospitalità e benessere” – introduce Giuseppe Casisi – “vincere il premio come migliore innovazione del settore HOTEL/SPA è stato bellissimo, ci ha consentito di esporre il nostro prodotto all’interno di una teca direttamente all’ingresso principale della fiera, questo ci ha dato subito una grande visibilità che si è tradotta in decine di contatti molto importanti”.
Stefano Berardo aggiunge “il Fit-Pocket non poteva avere battesimo migliore e se il buon giorno si vede dal mattino, siamo sulla buona strada. “ di seguito aggiunge “ duole ammettere che, come accade in altri settori del Made in Italy, le opportunità più concrete sono quasi sempre all’estero: Emirati Arabi, Qatar, Marocco, Russia, perfino Giappone mentre, i gruppi alberghieri italiani, pur apprezzando il prodotto, hanno bloccato qualsiasi tipo di investimento nell’innovazione".
Riferimenti
Stefano Berardo 349 -6057386
Giuseppe Casisi 335-1846186