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Fitness portatile e acqua a km zero protagonisti del Premio Ipr 2012

26 marzo 2013
Rfm attraverso Hida e CP20 sono due delle otto realtà imprenditoriali i cui brevetti sono stati premiati nell’edizione 2012 del Premio Ipr.
Una palestra “portatile” per il fitness, battezzata Fit-pocket, brevettata a livello internazionale, che racchiude in pochissimo spazio una panca piana richiudibile e un kit di accessori specifici per diverse tipologie è il progetto di Hida, neo impresa imolese specializzata in prodotti e servizi fitness 2.0, creata da Stefano Berardo di RFM insieme a Giuseppe Casisi di Regolcom. Uno strumento che è in grado di integrarsi all’interno dei più svariati complementi d’arredo (pouf, tavolini, cassettiere, porta valigie, etc.), convertibili all’istante per svolgere comodamente attività fisica di qualità professionale.
Un impianto per la rimineralizzazione dell’acqua, in grado di ridurre l’impatto ambientale legato al trasporto e all’imballaggio delle acque minerali è invece il brevetto di CP20, progetto che è già in fase di sperimentazione in un condominio di Forlì con l’obiettivo di realizzare prodotti simili dedicati alle abitazioni singole e ai locali della ristorazione.

“Lo scopo di HIDA è quello di creare complementi d’arredo polifunzionali – dice Stefano Berardo – cioè mobili di design convertibili all’occorrenza in attrezzature professionali per l’attività fisica. Il primo oggetto che abbiamo realizzato e prodotto già in 100 esemplari è proprio il Fit-Pocket Siamo molto soddisfatti del progetto, che abbiamo presentato con un riscontro molto positivo alla Fiera Rhex di Rimini. Sull’esperienza riminese, quello che ci dispiace ammettere è che, come accade in altri settori del Made in Italy, le opportunità più concrete sono quasi sempre all’estero: Emirati Arabi, Qatar, Marocco, Russia, perfino Giappone.

“Siamo partiti da un’idea semplice – spiega Gianluca Casadio Prati di CP20 – e cioè quella di ridurre al minimo l’impatto ambientale e le ricadute legate al consumo di acqua minerale, sia per quanto riguarda gli imballaggi in plastica sia per i trasporti. Il concetto è di depurare l’acqua della rete pubblica e restituirla opportunamente remineralizzata, naturale o gassata, direttamente nelle case. L’impianto viene collocato nelle abitazioni, a chilometri zero. Oggi la sperimentazione è avviata con un impianto realizzato in un condominio di Forlì, ma ne stiamo realizzando altri per abitazioni singoli e per ristoranti. Ora stiamo affrontando forse la fase più difficile, e cioè quella legata alla ricerca degli investitori e dei capitali necessari per il passaggio alla fase industriale e produttiva. Abbiamo avuto riscontri positivi e su quelli stiamo lavorando. Positivo anche l’interesse che il nostro progetto ha avuto presso la realtà universitaria: due studenti laureandi all’Università di Bologna stanno realizzando la loro tesi di laurea analizzando la nostra iniziativa”.