Piccole imprese innovative crescono. Aumenta l’occupazione nelle start-up associate ad Innovami
13 dicembre 2013
Pianticelle che crescono e si rafforzano. Realtà produttive innovative, ad alto grado di conoscenza, che vedono aumentare il numero degli occupati, gli investimenti materiali e immateriali, la percentuale di presenza femminile, il patrimonio netto e che mantengono stabile o in leggera crescita il fatturato e il reddito, pur in una congiuntura economica ancora molto sfavorevole.
E’ questo l’identikit delle aziende di Innovami, l’incubatore d’impresa imolese che ha appena concluso il monitoraggio di 9 delle 13 start-up associate nell’ultimo biennio 2011-2012 e sulle tendenze già evidenziate per il 2013. In tutto sono 21 le imprese promosse da INNOVAMI e 18 quelle tuttora attive, di cui 12 di queste localizzate nel territorio di Imola.
I numeri che raccontano i risultati dell’attività dell’incubatore a supporto alle start up e alle idee imprenditoriali innovative, rappresentano anche una risposta concreta alle difficoltà occupazionali delle giovani generazioni, ma anche uno strumento efficace per favorire la nascita e lo sviluppo di nuove imprese e rinnovare il tessuto economico locale.
“Tenere monitorata l’attività dell’incubatore – spiega Alberto Tonielli, presidente di Innovami – è importante perché ci consente di valutare l’efficacia dell’attività di Innovami direttamente sul campo. Gli effetti sull’occupazione, la crescita e il consolidamento delle imprese associate, l’alto livello di conoscenza e la presenza femminile in aumento sono dati confortanti, che ci spingono ad affinare e migliorare ulteriormente l’offerta di servizi e il supporto che Innovami può dare alle proprie start-up associate al fine di indirizzarle verso un sentiero di crescita. Fare incubazione d’impresa significa anche offrire nuove opportunità di sviluppo a Imola e al circondario imolese, visto che dal 2007 al 2013 gli occupati nelle imprese incubate sono stati più di 150 e vuol dire anche puntare in modo concreto all’innovazione e alla conoscenza, a cominciare dalle giovani generazioni”.
E proprio il dato anagrafico rappresenta un elemento fondamentale delle imprese associate ad Innovami: l’età media delle imprese incubate e post-incubate (al 31 ottobre 2013) è infatti intorno a 4 anni, il 54% ha più di 3 anni, l’8% ha meno di un anno e il restante 38% ha tra gli 1 e i 3 anni. La giovane età, tuttavia, non significa stato puramente embrionale. Dalle idee, infatti, si passa ai fatti, dal momento che quasi tutte le imprese hanno definito il proprio prodotto/servizio e l’hanno testato su clienti pilota, passando dalle 11 in fase di sviluppo e test nel 2012 alle 3 del 2013.
Il dato occupazionale è forse quello più significativo: sono infatti 75 le persone occupate nelle imprese incubate tuttora associate, con una crescita media rispetto al 2011 del 12% quando le persone inserite nelle imprese erano 67. Questo incremento significa anche un consolidamento delle strutture e dei nuclei delle imprese monitorate, passate da 3,5 persone/medie per impresa nella fase di entrata dell’incubatore e delle stesse imprese, ai 7,8 nel 2012, fino agli 8,3 persone/medie per impresa nel 2013, pari ad una crescita del 17% sul 2011. La crescita dell’occupazione ha significato soprattutto nuovi assunti, che si traduce in un investimento diretto nelle attività di sviluppo.
Ma quali sono le caratteristiche di questa occupazione nel 2012? Il primo dato che emerge è che si tratta ancora di un’occupazione principalmente imprenditoriale, anche se in diminuzione a fronte dell’aumento dei nuovi assunti: circa il 48% degli occupati è infatti socio della stessa impresa stessa (nel 2011 era il 57%), ma in tendenziale ulteriore diminuzione nel 2013 (43%).
Le imprese associate ad Innovami registrano elevati contenuti di conoscenza: l’85% dei soci/lavoratori è infatti laureato: un dato stabile rispetto al 2011, ma con una tendenziale piccola crescita nel 2013: l’88% è infatti il dato previsionale per l’anno che si sta per concludere.
La giovane età è l’altro elemento di spicco: il 63% delle persone che fanno parte delle imprese è al di sotto dei 35 anni (+10% rispetto al 2011) e con tendenziale piccola crescita nel 2013 (65% dato previsionale 2013)
Da sottolineare, anche, la crescita costante della presenza femminile, il cui tasso di occupazione è passato dal 14% nel 2011 al 17% nel 2012 e con una tendenziale crescita nel 2013 (+24% il dato di previsione).
Nonostante la crisi economica faccia sentire i propri effetti anche nel comprensorio di riferimento di Innovami, il fatturato complessivo delle start up associate nel 2012 è stato superiore 2,2 milioni di euro con un risultato di stabilità rispetto al 2011 e una crescita tendenziale dal 2012 al 2013 del fatturato medio per impresa del 29%.
Ovviamente, le imprese più giovani realizzano fatturati annui inferiori a 100.000 euro e va sottolineato che 3 delle 13 imprese associate nel 2013 non hanno ancora fatturato il loro prodotto/servizio, ma si tratta di una “tenuta” importante.
Il reddito medio ante-imposte tende a rimanere esiguo, dato il posizionamento delle imprese ancora nelle primissime fasi d sviluppo, anche se in leggera crescita dal 2011 al 2012. Nel 2012 la redditività media ante-imposte è stata pari al 3% sul fatturato.
Due gli altri fenomeni di rilievo messi in evidenza dal monitoraggio: l’incremento degli investimenti materiali, nel 2012 cresciuti del 27% rispetto al 2011 con un consolidamento delle attività delle imprese e sostenuto anche nel 2013, in cui le immobilizzazioni materiali aumentano di circa il 65% rispetto al 2012. L’altro elemento positivo è rappresentato dalla crescita degli investimenti immateriali, in particolare dei brevetti: nel 2012, infatti, la brevettazione è in sostanziale crescita e 9 sono i brevetti depositati da 4 imprese. Nel 2013, 6 imprese hanno depositato in totale 15 domande.
In forte crescita, infine, il patrimonio netto per impresa, con un incremento del 74% nel 2012, rispetto al 2011, trend confermato anche per il 2013, con una crescita che si attesta intorno al 29%. Il patrimonio netto, pur mantenendo una dimensionalità inferiore a 200.000 euro medi per impresa, sta riducendo in modo significativo la sotto-capitalizzazione.
Per l’anno che si sta per concludere emergono due ulteriori elementi che confermano il rafforzamento e il consolidamento delle imprese associate: un aumento significativo del capitale sociale, che ha visto quadruplicare il valore medio rispetto al 2011, grazie all’entrata nella compagine sociale di figure che hanno investito nell’impresa, quali business angels e venture capitalist. I soci delle imprese, nel 2012, sono aumentati da 23 a 32 complessivamente (dati su 9 imprese). Si è poi assistito ad un fenomeno aggregativo, imprese già esistenti si sono fuse per creare una nuova impresa o hanno partecipato a delle reti di imprese.