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La nuova vita della plastica
Un brevetto di Stefano Cassani, fondatore di Plastic Sort per separare i diversi tipi plastica in modo ancora più dettagliato e preciso.
Separare la plastica con una purezza mai raggiunta prima, a costi bassi e con tempi ridotti. E’ grazie a questo brevetto che la Plastic Sort di Imola è stata tra le vincitrici del Premio Ipr, l’iniziativa che nel 2011 ha messo in palio 82mila euro per sostenere imprese, privati ed enti di ricerca disposti ad avviare procedure di brevettazione europea e internazionale. Finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, il Premio si rivolge alle realtà con sede legale o operativa nei 19 Comuni di riferimento della Fondazione: Bagnara di Romagna, Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Casola Valsenio, Castelbolognese, Castel del Rio, Castel Guelfo, Castel San Pietro, Conselice, Dozza, Fontanelice, Imola, Lugo, Massalombarda, Medicina, Mordano, Riolo, Sant’Agata e Solarolo.
“L’idea che abbiamo sviluppato – spiega Stefano Cassani, ingegnere e fondatore di Plastic sort – ha l’obiettivo di separare materiali plastici da rifiuti. Il brevetto è stato depositato da tempo, abbiamo già ottenuto il PCT e stiamo decidendo in quali paesi esteri lo registreremo.
Plastic Sort è una delle imprese incubate di Innovami e, anche grazie all’incubatore imolese, l’azienda ha perfezionato le procedure per la brevettazione.
“Debbo dire – spiega Cassani – che il supporto di Innovami per noi è stato fondamentale, sia per tutte le questioni legate alla brevettazione, ma anche per quanto riguarda la ricerca di potenziali partner e di clienti, il rapporto con i fornitori, la partecipazione a manifestazioni fieristiche”.
Ma come nasce l’idea di Plastic Sort?
“Abbiamo voluto rispondere all’esigenza manifestata da molti operatori del settore di reimpiegare i materiali plastici – spiega Cassani – attraverso una separazione accurata delle diverse tipologie di plastica, con una purezza superiore al 95%. Utilizzare materiali usati per ricavare nuova plastica consente un notevole risparmio energetico e ambientale. Per lo smaltimento, infatti, le strade sono tre: il sotterramento, con tutti i problemi legati al lungo tempo di decomposizione di questi materiali; l’eliminazione nei termovalorizzatori, che però genera produzione di diossina, e polveri dannose, oppure il riutilizzo per la produzione di nuovi prodotti polimerici con un risparmio energetico superiore di due volte e mezzo alla produzione di energia che si ottiene bruciando plastica nei termovalorizzatori. Inoltre impiegando vecchio materiale non si spreca ulteriore petrolio e metano che sono le fonti da cui traggono origine tutti i polimeri ”.
Rispetto ai tradizionali metodi di separazione basati sul colore della plastica, l’idea di Plastic Sort si dedica alla composizione chimica del polimero. La macchina messa a punto, infatti, fa leva sulla natura elettrica del materiali ed è proprio su questa caratteristica tipica di ogni polimero che avviene il riconoscimento dei diversi materiali e la conseguente separazione.
“Nella nostra macchina – dice Cassani – le procedure di riconoscimento e separazione sono sincrone, avvengono cioè nello stesso momento, secondo il principio della “calamita”. Rispetto ai processi attuali, basati in particolare su macchine ad infrarossi, la nostra procedura consente una precisione molto maggiore anche quando si processano materiali frantumati in modo fine. Con il metodo a infrarossi, infatti, sarebbe molto costoso e difficile riuscire a separare composti plastici frantumati in modo sottile e materiali di colore scuro. La nostra macchina, invece, riesce ad operare indipendentemente dal colore della plastica”.
Oggi Plastic Sort ha quasi terminato la fase di sperimentazione della macchina, in attesa di procedere alla vendita vera e propria.
“Anche in questo caso Innovami ci è stato di grande aiuto – spiega Cassani – nel promuovere la nostra azienda e la nostra idea presso potenziali clienti. Gli stessi premi che ci siamo aggiudicati ci hanno permesso di promuovere e far conoscere quello che facciamo. La fase di sperimentazione, anche se a buon punto, non è ancora terminata, proprio per la complessità del settore e per il numero elevatissimo di materiali plastici oggi presenti. La verifica sul campo della separazione è molto impegnativa, ma contiamo di arrivare sul mercato in tempi ravvicinati”.
INNOVAMI è un centro per l’innovazione e incubatore d’impresa promosso dal Con.Ami (Consorzio Aziende Multiservizi Intercomunale, 23 Comuni soci nell’area imolese-romagnola). Ha sede a Imola, nell’area industriale “Cognetex”, in Via Selice Provinciale 47. Attivo dal 2005, fa parte della Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna.
In tale ambito, sono stati partner di INNOVAMI: l’Università di Bologna (dipartimento di Scienze aziendali e dipartimento di Elettronica, informatica e sistemistica), Acantho Spa, Hera Comm Srl, HPS-Sinergia (Gruppo Sacmi), Infracom Italia, Sis.Ter Srl, Prototipo Srl e Capecod Srl.
Dal 2009 INNOVAMI opera come Associazione senza finalità di lucro, con personalità giuridica privata riconosciuta dalla Regione Emilia-Romagna, e annovera tra i propri soci: Alfacod Srl, Alya Srl, Arca Tecnologie Srl, Avv.to Edore Campagnoli, Cassetta Solutions Service Srl, Con.Ami, Elettronica Santerno Spa, Energifera Srl, Geas Srl, Italiana Software Srl, Optit Srl, Plastic Sort Srl, Regolcom Srl, Remembrane Srl, Revision srl, Robotic Fitness Machines Srl, Sis.ter Srl, Sonne Film Snc, Skanergy Srl, VP Consult e Xelia Snc.
Contribuiscono a progetti specifici di INNOVAMI: Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, Banca di Credito Cooperativo Ravennate e Imolese, Banca di Imola, Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Ascom-Confcommercio Imola, Confartigianato Assimprese Imola, Confcooperative Bologna (Circondario Imolese), Cna Imola, Legacoop Imola, Unindustria Bologna sezione di Imola e Nuovo Circondario Imolese.
Dal 2012, INNOVAMI è ente accreditato dalla Regione Emilia Romagna per il trasferimento tecnologico.
Scheda aggiornata a febbraio 2012